Data Decoupling Layer: consolida e gestisci i tuoi dati su larga scala
Overview
- I software moderni hanno problemi di grandi moli dati, dislocati e incoerenti, che ostacolano l’innovazione e la reattività.
- Un data decoupling layer risolve questo problema astraendo e riducendo al minimo le dipendenze tra data sources e consumption sources.
- Questo approccio favorisce scalabilità, flessibilità e agilità aziendale.
I dati sono un asset fondamentale per i moderni sistemi software. Tuttavia, poiché lo sviluppo software sta diventando sempre più complesso e stratificato, è complicato gestire enormi volumi di dati e garantire che tali dati siano costantemente reperibili, riutilizzabili e gestiti a tutti i livelli della fabbrica IT.
Questa difficoltà spalanca le porte della competitività a tutte quelle organizzazioni che cercano di offrire esperienze digitali fluide attraverso un numero crescente di touchpoint e applicazioni, abilitando nuovi modelli di business digitali.
Il problema è che i dati provengono da fonti diverse, ma senza gli strumenti adeguati finiscono per essere eccessivamente frammentati, incoerenti e difficilmente accessibili. Questa frammentazione porta inevitabilmente a dipendenze e problemi di scalabilità tra i singoli componenti e servizi, compromettendo infine l’integrazione dei dati.
Per gestire questa complessità è necessario creare livelli di astrazione che isolino i componenti l’uno dall’altro, consentendo che le modifiche nei supply channel abbiano un impatto minimo sul backend.
Questo processo è noto come decoupling (disaccoppiamento) e mira a ridurre al minimo le dipendenze e i colli di bottiglia, migliorando al contempo il recupero dei dati, la discendenza dei dati e il controllo dell’accesso ai dati.
Il Data Decoupling Layer è un livello software che fa parte di un approccio architettonico più ampio, il Data Fabric. Persegue il disaccoppiamento dinamico, l’integrazione, il consolidamento e l’armonizzazione dei dati per un consumo ottimizzato, garantendo in definitiva scalabilità, flessibilità e un processo decisionale basato su dati reali.
Scopriamo come funziona e perché potrebbe apportare vantaggi sia ai sistemi moderni che a quelli tradizionali.
Comprendere il data decoupling
Al giorno d’oggi, i requisiti organizzativi cambiano frequentemente, adattandosi a un mercato in rapida evoluzione. L’utilizzo di tecnologie moderne e soluzioni innovative per garantire reattività, scalabilità e adattabilità è quindi diventato obbligatorio.
Questa necessità diventa particolarmente rilevante quando si tratta di gestire un’enorme quantità di dati. I dati sono infatti esposti a diversi canali provenienti da numerose fonti chiamate Systems of Records (SoRs) – come mainframe legacy, CRM, e-commerce, ERP – e sono così preparati per l’utilizzo.
Tuttavia, tale consumo di dati non è affatto semplice. Quando le applicazioni accedono direttamente alle fonti dati e interagiscono con esse, possono emergere diverse criticità. In primo luogo, l’accesso diretto delle applicazioni alle fonti di dati spesso porta a un accoppiamento stretto, creando colli di bottiglia nel sistema. Inoltre, le applicazioni possono inviare più query separate a diverse fonti dati, rischiando un sovraccarico. Infine, dati ridondanti, sparpagliati o incoerenti possono complicare l’integrazione e la condivisione.
Il disaccoppiamento dei dati mira a isolare i dati da applicazioni e sistemi specifici – in pratica, separando le logiche applicative e di business dal livello dati – creando livelli di astrazione che alleggeriscono e disaccoppiano i SoR e consentono l’aggregazione e l’integrazione dei dati in visualizzazioni unificate, più adatte a esigenze di visibilità, acquisizione, riutilizzabilità e gestione.
Il data decoupling layer funge da facilitatore di collegamento: garantisce che i singoli servizi e componenti possano essere aggiornati o sostituiti senza modificare l’intera infrastruttura sottostante. Ciò che avviene nei canali di approvvigionamento (app mobili, siti web, interazioni con l’assistenza clienti, ecc.) è separato dal back-end (orchestrazione on-premise o cloud, aggiornamenti software, migrazioni, ecc.).
Data decoupling layer: una spiegazione
Immaginate di avere diversi dispositivi di marche diverse in varie stanze della tua casa, ognuno con il proprio sistema di controllo. Ora, pensate al data decoupling layer come a un assistente di domotica intelligente. Che gli chiediate di riprodurre musica o spegnere le luci, non state parlando direttamente con il servizio di streaming audio o con le vostre lampadine. Il dispositivo capisce cosa intendete, sa dove inviare la richiesta, recupera i dati o esegue l’azione necessaria e vi fornisce una risposta semplice.
In pratica, lo smart home device semplifica il controllo astraendo la complessità e le differenze dei dispositivi. Ciò significa che i comandi rimangono coerenti, anche se i servizi di back-end o i dispositivi cambiano. Siete indipendenti (o disaccoppiati) dalle complesse operazioni dei dispositivi e non avete bisogno di più controller. L’aggiornamento di uno qualsiasi dei dispositivi richiede solo la modifica delle impostazioni del dispositivo per la casa intelligente, non dell’intero sistema di controllo.
In breve, il data decoupling layer funge da intermediario intelligente tra le applicazioni e le numerose fonti, formati e sistemi di dati sottostanti. Fornisce un’interfaccia semplificata e coerente per gestire in background numerose componenti diverse e complesse, rendendo l’interazione più semplice e flessibile.
Data decoupling layer: come funziona?
Pensate a una grande azienda di e-commerce con molti sistemi che contengono diverse informazioni sui clienti, come il sito web, l’app mobile, il CRM, gli strumenti di marketing, il sistema di ordini e il programma fedeltà. Senza un livello di disaccoppiamento dei dati, chiunque cerchi di comprendere la storia completa di un cliente deve passare da un sistema all’altro. Questo processo può diventare estremamente lento, confusionario e spesso incoerente, un po’ come utilizzare molti controller diversi per un unico sistema di domotica.
Un data decoupling layer agisce in questo caso come smart home assistant per i dati dei clienti. Invece di gestire ogni sistema separatamente, si connette a tutti, ne comprende i formati di dati specifici e li riunisce. Raccoglie, collega, ripulisce e combina tutte le informazioni dei clienti in un unico profilo, semplice e unificato.
Ora, che un sales representative o un analista marketing voglia conoscere i dati di un cliente, può semplicemente chiedere a questo singolo livello, e ottenere immediatamente un quadro completo (informazioni di contatto, cronologia di navigazione, acquisti, punti fedeltà, interazioni di marketing e ticket di supporto).
In sostanza, il data decoupling layer semplifica l’accesso a dati complessi e sparsi astraendo il disordine e offrendo una visione chiara e coerente. In questo caso specifico, è molto più semplice la comprensione completa dei clienti e l’elaborazione rapida e affidabile delle informazioni raccolte.
Digital Integration Hub (DIH) per concretizzare e supportare il disaccoppiamento dei dati
Gli approcci tradizionali creano dati isolati, incoerenti e poco accessibili, ostacolando una gestione efficiente e richiedendo un’interazione diretta con il SoR. Il disaccoppiamento dei dati risolve questi problemi, superando i limiti dell’integrazione SoR tradizionale. Ma come viene concretizzato?
Il data decoupling layer si manifesta attraverso il Digital Integration Hub (DIH), che ne è in qualche modo la sua materializzazione. Il DIH è un approccio architetturale basato su pattern event-driven e solidi componenti di gestione dei dati per incrementare l’integrazione e la sincronizzazione dei dati.
I pattern basati sugli eventi, come il CQRS pattern, consentono di separare l’acquisizione e il consumo dei dati mediante comunicazione asincrona, che ottimizza le query e migliora il flusso, la coerenza e la scalabilità dei dati nel tempo.Nello specifico, il Digital Integration Hub garantisce che le richieste insistano su una replica quasi in tempo reale dei dati SoR e che tali dati siano strutturati in base alle esigenze del canale, con prestazioni, scalabilità e disponibilità che dipendono dal data decoupling layer.
Un livello di questo tipo ha anche capacità di gestione: aggrega, combina, ripulisce e consolida dati provenienti da diverse fonti e formati in una struttura unificata, integrata e coerente, nota come Single View.
Le Single View offrono un accesso flessibile ai dati in tempo reale tramite API, consentendo la creazione di più visualizzazioni dallo stesso dataset per soddisfare esigenze diverse. I microservizi elaborano quindi i dati di queste Single View e li rendono disponibili tramite un API Gateway a diversi canali digitali, tra cui web, app mobile e sistemi interni.
I Digital Integration Hub sono in effetti parte integrante delle Internal Developer Platform (IDP) e offrono funzionalità importanti progettate per industrializzare l’architettura più ampia del Data Fabric, consentendo un accesso, un’integrazione, una trasformazione e uno spostamento dei dati più semplici e rapidi.
Ad esempio, Fast Data di Mia Platform è un approccio Data Fabric che fornisce un control plane unificato per liberare il potenziale dei dati in tempo reale disaccoppiandoli, integrandoli nella piattaforma e creando un’architettura Data Fabric pronta all’uso.
Benefici di un Data decoupling layer
Indubbiamente, il data decoupling layer porta a una maggiore indipendenza e resilienza. In generale, i vantaggi più rilevanti sono:
- Carico cognitivo ridotto e DevX fluida: Gli sviluppatori possono concentrarsi su nuove funzionalità e sulla logica aziendale principale, senza dover integrare diverse fonti dati e infrastrutture. L’accesso e il provisioning dei dati sono estremamente semplificati.
- Business access semplificato: Fornisce un’unica dashboard con una visione unificata del cliente per i sales representatives e gli analisti di marketing, consolidando le informazioni di contatto da fonti di dati complesse.
- Accesso ai dati real-time ed elevata disponibilità: Raccoglie dati in tempo reale distribuiti su diversi sistemi sottostanti. I dati rimangono accessibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, anche se alcuni dei sistemi originali o le relative API sono temporaneamente offline per manutenzione o problemi.
- Modernizzazione dei sistemi legacy: Agisce come un buffer, consentendo di sostituire sistemi vecchi e obsoleti senza causare interruzioni significative alle applicazioni e alle API che si basano su tali dati. La transizione diventa molto più fluida.
- Integrazione migliorata: Semplifica la connessione dei dati e l’inoltro ad altri sistemi, offrendo collegamenti diretti e in tempo reale per strumenti di analisi e business intelligence.
- Dati coerenti e di qualità: Pulisce, convalida e standardizza i dati per garantire accuratezza, affidabilità e presentazione uniforme, sormontando incongruenze e scarsa visibilità.
- Ownership flessibile dei dati: Consente ai team una gestione dei dati indipendente preservando la coerenza complessiva.
- Data governance: Rafforza la governance dei dati con strumenti di gestione dei metadati, di catalogazione e di discendenza dei dati, garantendo la conformità alle normative e agli standard di qualità.
- Time to market e riduzione dei costi: Cicli di sviluppo più rapidi accelerano l’erogazione di servizi digitali e riducono il time-to-market. Un migliore controllo delle risorse dati e l’automazione contribuiscono a ottimizzare i costi.
- Agilità aziendale: Consente alle organizzazioni di reagire prontamente alle richieste del mercato, stimolando l’innovazione, consentendo un rapido adattamento e facilitando l’evoluzione delle offerte digitali.
Essenzialmente, questo approccio risulta davvero utile per modernizzare l’infrastruttura IT e accelerare iniziative di digitalizzazione senza soluzione di continuità.
In sintesi
I dati sono spesso sparpagliati, incoerenti e difficilmente accessibili, soprattutto per quanto riguarda i sistemi legacy. Questo compromette la ricerca di soluzioni innovative da parte delle aziende, ma influisce negativamente anche sulla loro reattività ai cambiamenti del mercato.
Per far fronte al rigido accoppiamento dei dati, ai sovraccarichi di sistema e alla difficoltà di integrazione dei dati, un data decoupling layer offre una soluzione altamente efficace, eliminando le rigide dipendenze tra data sources e data consumers. Ciò consente modifiche all’interno di una parte del sistema senza innescare interruzioni più estese. Riduce al minimo la complessità e accelera l’armonizzazione e il consolidamento dei dati, alleggerendo e disaccoppiando dinamicamente grandi quantità di dati da fonti diverse (SoR).
In sostanza, un data decoupling layer è l’intermediario che trasforma dati caotici e isolati in informazioni organizzate e fruibili. È una risorsa fondamentale per le aziende moderne che desiderano superare le sfide della gestione dei dati e accelerare il loro percorso di modernizzazione, riducendo al contempo i costi.

