Architetture Composable vs. Microservizi: Qual è la soluzione migliore?

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25 Settembre 2024

Questo articolo è stato pubblicato in origine su The New Stack.

 

Entrambe queste architetture di sviluppo software hanno pro e contro. Ecco come decidere se le architetture composable o a microservizi è la migliore per te.

Le architetture monolitiche sono state la pietra miliare dello sviluppo del software per decenni. Nonostante la loro semplicità e facilità di sviluppo, queste architetture tradizionali spesso incontrano colli di bottiglia nelle prestazioni e problemi di scalabilità via via che le applicazioni diventano più complesse. I microservizi emersero presto come soluzione, offrendo ottimizzazioni in termini di performance, flessibilità e tolleranza agli errori. Una lezione da apprendere da giganti del settore come Atlassian e Netflix, che hanno migrato con successo da tecnologie monolitiche è che la velocità, l’agilità e la scalabilità sono fattori vincenti nel mercato odierno.

Le architetture composable sono emerse come un approccio complementare per allineare gli stack tecnologici alle esigenze in evoluzione dello sviluppo software. Questo approccio progettuale sta generando molto scalpore nel settore tecnologico e, nel 2021, Gartner ha previsto che le aziende che adottano un approccio composable saranno in grado di implementare nuove funzionalità 80% più velocemente rispetto ai competitor.

Sebbene le architetture composable possano migliorare l’agilità, la scalabilità e l’adattabilità di un’azienda, molti team IT e DevOps si chiedono cosa possa significare per i microservizi. Si chiedono quali siano le relazioni tra questi approcci, le loro somiglianze e differenze, e se le architetture composable possano rendere obsoleti i microservizi.

Architetture composable: L’ascesa dei sistemi modulari

Le architetture composable sono un approccio modulare al design del software e al suo sviluppo che servono per costruire architetture software flessibili, riutilizzabili e adattabili. Si tratta di scomporre piattaforme estese e monolitiche in piccoli componenti specializzati, riutilizzabili e indipendenti. Questo pattern architetturale comprende una serie di componenti modulari, come microservizi, Packaged Business Capability (PBC), architetture headless e sviluppo API-first, che possono essere sostituiti, assemblati e configurati senza soluzione di continuità per allinearsi ai requisiti aziendali.

In un’architettura composable, ogni componente viene sviluppato in modo indipendente, utilizzando le tecnologie più adatte alle funzioni e agli scopi dell’applicazione. Ciò consente alle aziende di costruire soluzioni personalizzate che possono adattarsi rapidamente alle esigenze di business.

Poiché questo modello architetturale si basa sui principi API-first, le informazioni vengono condivise tra servizi e sistemi senza dover conoscere la tecnologia sottostante. Questo approccio offre una serie di vantaggi, di seguito cui:

  • Aiuta i team a scalare facilmente e rapidamente, capitalizzando la crescita per ottenere un vantaggio competitivo.
  • Facilita la manutenzione e gli aggiornamenti del sistema, poiché i componenti modulari possono essere modificati e sostituiti singolarmente, riducendo il carico cognitivo.
  • Accelera il processo di sviluppo, consentendo ai team di riutilizzare e riallocare i componenti esistenti per soddisfare esigenze e requisiti in continua evoluzione.
  • Permette di aggiungere nuove API e strumenti per supportare la crescita senza preoccuparsi che funzionino bene insieme.
  • Consente alle organizzazioni di stare al passo con le tendenze del business sui canali digitali, offrendo al contempo un’esperienza coerente che migliora la soddisfazione dei clienti.

L’approccio composable ha guadagnato una notevole popolarità nelle applicazioni di e-commerce e nello sviluppo web per migliorare l’esperienza digitale di sviluppatori, clienti e rivenditori, con leader del settore come Shopify e Amazon che ne sfruttano i vantaggi.

Microservizi: un approccio collaudato che resiste ancora oggi

L’architettura a microservizi viene ancora sfruttata per sviluppare, distribuire e scalare soluzioni software modulari e snelle che sono riutilizzate da altre applicazioni. Comprende una collezione di componenti o servizi indipendenti più piccoli, ciascuno responsabile di una specifica funzionalità aziendale.

I microservizi rappresentano una svolta significativa rispetto alle architetture monolitiche tradizionali, dove l’interfaccia utente e il backend sono solitamente strettamente accoppiati e progettati per funzionare come un’unica funzionalità. L’architettura a microservizi è un approccio decentralizzato che consente ai team di sviluppare, mantenere e migliorare continuamente i singoli servizi senza interrompere l’intera applicazione. Queste tecnologie utilizzano spesso API per esporre le informazioni all’esterno, per una perfetta integrazione con servizi, applicazioni e sistemi esterni.

L’architettura a microservizi è adatta a sistemi complessi con più componenti funzionali e molte grandi aziende tecnologiche, tra cui eBay, X (ex Twitter) e Netflix hanno migrato le loro applicazioni monolitiche legacy in piccole applicazioni indipendenti e specializzate. In 2023, un sondaggio di Stack Overflow rivolto agli sviluppatori ha riportato che il 49% lavora con i microservizi nella propria organizzazione.

I microservizi offrono vantaggi tangibili alle organizzazioni di sviluppo software, quali:

  • Migliorare l’isolamento dei guasti e garantire che il guasto di un singolo modulo abbia un impatto minimo sulle applicazioni più ampie.
  • Offrire la flessibilità di aggiungere, sostituire o rimuovere singoli microservizi secondo le necessità, sperimentando nuovi stack tecnologici.
  • Consentire ai team di adottare rilasci piccoli e frequenti, automatizzando i processi di sviluppo, test e rilascio tramite CI/CD.
  • Isolare i componenti software per facilitare il monitoraggio delle prestazioni e dello stato di salute.

Tuttavia, come ogni tecnologia emergente, lavorare con i microservizi presenta degli svantaggi. La moltitudine di servizi indipendenti introduce complessità e può rendere scoraggiante la gestione di ciascun servizio. È probabile che i team di DevOps e operation si imbattano in problemi di tracciamento distribuito. La comunicazione tra più servizi crea inoltre un sovraccarico operativo, complicando la progettazione del sistema.

Come si relazionano le architetture composable e i microservizi

Un design system composable è un approccio allo sviluppo del software basato sui microservizi che consente di combinare e riconfigurare i singoli componenti per soddisfare requisiti specifici nello sviluppo del sistema. Le architetture composable spesso comprendono una gamma più ampia di componenti e servizi potenzialmente più grandi rispetto alle architetture a microservizi. D’altra parte, i microservizi possono essere impiegati con le API per creare tecnologie composable. In questo modo, i microservizi possono essere un’implementazione specifica delle architetture composable. I microservizi si concentrano spesso su piccole e specifiche funzionalità aziendali, mentre le architetture composable sono più ampie.

Entrambi prevedono componenti intercambiabili e riutilizzabili per migliorare la flessibilità e l’adattabilità. Inoltre, entrambi incoraggiano l’uso di componenti tecnologicamente indipendenti per consentire ai team di sviluppo di lavorare in modo autonomo.

Il vincitore? Architetture composable o microservizi

La scelta dell’approccio migliore per il caso d’uso specifico richiede molte considerazioni. Entrambi offrono vantaggi distinti e sono essenziali per la progettazione e lo sviluppo della tecnologia moderna, ma entrambi presentano anche delle sfide.

L’architettura composable apporta agilità, modularità, riusabilità e rapidità di sviluppo al ciclo di vita del software, ma introduce anche diversi problemi. Questo approccio dinamico e flessibile rende difficile il monitoraggio, la previsione e la verifica delle interazioni tra i componenti. Con l’aumentare del numero di componenti, diventa necessario non concentrarsi troppo sull’integrazione, ma mantenere la visione dello scopo finale dell’architettura. Le architetture composable  possono anche rappresentare una sfida dal punto di vista della sicurezza, poiché ogni componente può avere requisiti di sicurezza e vulnerabilità diversi. Le organizzazioni devono considerare questi problemi fin dalla fase di progettazione e implementare sistemi per ridurli man mano che si presentano le sfide.

Lo stesso vale per l’approccio a microservizi. Sebbene sia considerato una scelta eccellente per i team che lavorano con sistemi distribuiti e che gestiscono servizi indipendenti, i microservizi presentano anche delle complessità. Tuttavia, di solito è più facile mitigare e risolvere queste complessità, poiché i componenti sono più piccoli.

Prima di scegliere un approccio, è essenziale comprenderne l’impatto. Bisogna considerare come influenzerà lo sviluppo e l’implementazione del prodotto, l’adattabilità ai cambiamenti del mercato e i risultati aziendali. È importante pensare anche al ruolo dell’approccio scelto nel soddisfare le aspettative eccezionali dei clienti, necessarie per avere successo sul mercato.

Il futuro dell’architettura in un panorama multi-paradigmatico

Con la continua evoluzione delle architetture applicative, le aziende cercano metodi, concetti e tecnologie che favoriscano al meglio la flessibilità e l’agilità del business. Gartner ha previsto che il 70% delle organizzazioni di grandi e medie dimensioni considererà presto la composability come un criterio chiave di successo e che l’approccio composable può accelerare l’implementazione di nuove funzionalità dell’80%, riducendo potenzialmente il time to market. Ciò suggerisce che le architetture composable giocheranno un ruolo significativo nel futuro delle architetture software delle aziende.

Il commercio composable, le Digital Experience Platform (DXP) e le piattaforme per i dati dei clienti possono favorire l’innovazione, democratizzare lo sviluppo, migliorare la governance e fornire un flusso di valore continuo.

Si noti che le architetture composable non decretano la fine dei microservizi, poiché i microservizi sono una componente essenziale delle tecnologie composable. Inoltre, man mano che i microservizi e altre architetture basate su componenti diventano più comuni, l’architettura composable continuerà a evolversi.

Conclusioni

Non esiste un’architettura software uguale per tutti. Al momento della scelta, bisogna considerare come i vantaggi, le capacità e le sfide di ciascun approccio influenzeranno gli obiettivi aziendali.

La componibilità è un potente design pattern architetturale che sta trasformando il nostro approccio allo sviluppo delle applicazioni. La sua natura modulare promette scalabilità, affidabilità e uno sviluppo agile delle applicazioni che riduce il time-to-market, offre indipendenza operativa, consente di risparmiare sui costi, migliora l’esperienza dei clienti e fa risparmiare tempo.

Allo stesso modo, l’approccio a microservizi scompone sistemi complessi in servizi più piccoli e specializzati che rappresentano funzionalità aziendali distinte. Introduce nel ciclo di vita dello sviluppo del software un’innovazione più rapida, un’elevata scalabilità, una maggiore resilienza, la continuous delivery e l’isolamento dai guasti.

Per una comprensione più approfondita delle architetture composable e di come trasformare la vostra azienda in una Composable Enterprise, consulta il nostro white paper sulle Composable Enterprise.

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INDICE
Architetture composable: L’ascesa dei sistemi modulari
Microservizi: un approccio collaudato che resiste ancora oggi
Come si relazionano le architetture composable e i microservizi
Il vincitore? Architetture composable o microservizi
Il futuro dell’architettura in un panorama multi-paradigmatico
Conclusioni