Migliora la Cloud-Native Security con una Internal Developer Platform
Le tecnologie cloud-native stanno trasformando le operazioni aziendali con applicazioni scalabili ed efficienti, ma introducono anche complesse sfide di sicurezza. In base al report del 2024 di Palo Alto sulla cloud-native security, il 61% delle organizzazioni teme attacchi, basati sull’intelligenza artificiale, ai dati sensibili, mentre il 33% è sopraffatto dal ritmo dell’evoluzione delle minacce e dei cambiamenti tecnologici.
Il passaggio al cloud computing significa che mentre i provider si occupano della sicurezza dell’infrastruttura, le organizzazioni rimangono responsabili della protezione dei dati. Questo divario crea rischi significativi, esponendo le aziende a potenziali violazioni dei dati e interruzioni operative.
Le Internal Developer Platform (IDP) emergono come soluzioni critiche, incorporando le best practice di sicurezza direttamente nel processo di sviluppo. Standardizzando gli ambienti sicuri, offrendo un unico luogo di monitoring del “runtime aziendale” e automatizzando le attività di sicurezza, le IDP contribuiscono a mitigare questi rischi, offrendo un approccio semplificato alla salvaguardia delle applicazioni cloud-native. Questo articolo analizza come le IDP possono affrontare efficacemente queste pressanti sfide di sicurezza.
Cosa significa cloud-native security?
Con l’espressione Cloud-native security si intende un approccio alla sicurezza specificamente progettato per le applicazioni sviluppate e distribuite nel cloud. Si concentra sulla progettazione di architetture dinamiche e scalabili come microservizi, container e orchestratori.
Di conseguenza, la sicurezza deve essere integrata in ogni livello dello stack cloud-native per garantire che questi sistemi rimangano resistenti alle minacce.
Capire esattamente dove ricadono le responsabilità è importante per proteggere l’infrastruttura cloud-native. Purtroppo, molte organizzazioni non sono in grado di fare questo tipo di valutazione.
Esiste una serie di problemi comuni, come la mancanza di patch critiche, la potenziale compromissione degli account, l’esposizione pubblica dei servizi di cloud storage e l’accettazione del traffico verso i pod da qualsiasi fonte. Si prevede che fino al 2025, almeno il 99% dei guasti del cloud sarà colpa del cliente.
La sicurezza non è solo una necessità tecnica—è un imperativo aziendale. Senza una forte attenzione alla cloud-native security, le organizzazioni rischiano di esporsi a minacce che possono avere conseguenze finanziarie e operative significative.
Caratteristiche principali della sicurezza delle applicazioni cloud-native
La branchia della cloud-native security comprende diverse strategie e strumenti progettati per proteggere le applicazioni realizzate in e per l’ambiente cloud. Di seguito sono riportate le sue caratteristiche essenziali.
- Zero-trust security: Questo concetto chiave di sicurezza parte dal presupposto che le minacce possano essere interne o esterne; pertanto, nulla all’interno della rete è automaticamente attendibile. Ciò significa che ogni richiesta di accesso, indipendentemente dall’origine, viene sottoposta a una rigorosa verifica dell’identità prima di concedere l’autorizzazione. Questo aiuta a prevenire le violazioni garantendo controlli di accesso rigorosi e l’autenticazione degli utenti.
- Micro-segmentation: La rete è suddivisa in segmenti più piccoli e ne controlla gli accessi per limitare le possibilità di attacco e contenere i rischi. Ogni segmento è dotato di controlli di accesso i quali assicurano che, qualora un attaccante riuscisse a ottenere l’accesso a una parte della rete, non potrebbe spostarsi in altre aree della stessa.
- Container: I container sono parte integrante del cloud, in quanto eseguono le applicazioni e le loro dipendenze in modo isolato. Rendendo possibile il controllo delle interazioni dei container, il cloud può essere più sicuro.
- Sicurezza della pipeline di CI/CD: Le pipeline di Continuous Integration e Continuous Deployment (CI/CD) facilitano lo sviluppo e la distribuzione rapida del software. La protezione della pipeline di CI/CD implica l’implementazione di controlli di sicurezza automatizzati e il trattamento delle minacce in ogni fase dello sviluppo del software. Ciò include la gestione e la rotazione sicura di secret e credenziali, l’esecuzione di analisi dinamiche e statiche del codice per rilevare le minacce.
- Monitoring e logging continui: La possibilità di osservare costantemente l’attività delle applicazioni cloud in esecuzione per individuare attività sospette aiuta a gestire i rischi in tempo reale e a capire come migliorare le misure di sicurezza.
Strumenti della cloud-native security e tradizionali a confronto
Confronto tra strumenti di cloud-native security e strumenti di sicurezza tradizionali
Le soluzioni di cloud-native security non sono un’aggiunta alla sicurezza tradizionale. Rappresentano invece l’evoluzione degli ambienti tradizionali on-premise che devono affrontare le sfide e le opportunità uniche offerte dal cloud computing.
Gli strumenti di sicurezza tradizionali si concentrano sulla protezione di infrastrutture statiche e on-premise, affidandosi a difese come firewall e sistemi di rilevamento delle intrusioni. Al contrario, le soluzioni di cloud-native security devono proteggere ambienti dinamici e distribuiti, come i microservizi e i container, dove il perimetro di sicurezza si sposta continuamente.
A differenza degli strumenti di sicurezza tradizionali, che spesso faticano a soddisfare le crescenti esigenze degli ambienti cloud, le soluzioni della cloud-native security sono costruite per scalare automaticamente insieme all’infrastruttura.
Le Internal Developer Platform sono progettate per il cloud e dispongono di solide funzionalità di monitoring della sicurezza. Le soluzioni cloud-hosted, invece, si riferiscono ad applicazioni tradizionali che sono state trasferite nel cloud, ma non sono state originariamente progettate per esso. Di conseguenza, le soluzioni cloud-hosted possono incontrare difficoltà nell’adattarsi a queste esigenze di sicurezza uniche.
L’approccio cloud-native-security è costruito per essere proattivo e flessibile, integrando la sicurezza direttamente nei processi di sviluppo e operativi per prevenire le vulnerabilità fin dall’inizio. Queste soluzioni sono progettate per adattare le misure di sicurezza in base alle necessità, ma farlo a posteriori può lasciare delle lacune e indebolire le difese.
Le 4 C della cloud-native security
Il settore della cloud-native security si basa su quattro principali livelli: Codice, Container, Cluster e Cloud. Ogni livello comunica e richiede misure di sicurezza specifiche per proteggere dati e applicazioni, garantendo la sicurezza complessiva dell’applicazione cloud-native.
Le 4 C della cloud-native security
Codice
- Molte minacce risiedono nel codice. La codice review è essenziale per prevenirle, in quanto può identificare vulnerabilità e bug nel codice sorgente e monitorare le dipendenze del software per evitare vulnerabilità nelle librerie di terze parti. La maggior parte dei team integra la code review automatica nella pipeline di CI/CD per individuare le vulnerabilità nelle prime fasi del processo di sviluppo.
- Allo stesso tempo, i team dedicati alla sicurezza possono monitorare il codice attraverso strumenti di analisi statistica per individuare le minacce durante lo sviluppo e i test. In generale, anche l’adozione di best practice di programmazione sicura, come la convalida degli input e la gestione degli errori, è un modo per garantire la sicurezza del codice.
Container
- Una delle aree che richiedono l’attenzione più rigorosa quando si parla di cloud-native security è la sicurezza dei container. I container, che distribuiscono applicazioni all’interno di architetture cloud-native, devono proteggere i sistemi in cui operano. La sicurezza dei container dipende in larga misura da immagini affidabili, il che significa che si devono usare solo immagini di container verificate e provenienti da repository sicuri.
- L’isolamento è un altro aspetto progettato per evitare che una compromissione in un container si diffonda in altri. Inoltre, la scansione dei container può aiutare a identificare le vulnerabilità dei container e a mantenere la sicurezza dell’immagine durante l’intero ciclo di vita.
Cluster
- Gli orchestratori di cluster come Kubernetes devono essere configurati in modo sicuro, utilizzando metodi robusti di autenticazione e autorizzazione.
- Buone policy di rete possono aiutare a controllare il traffico tra i nodi del cluster e a limitare le comunicazioni non necessarie, ma il monitoring del traffico attraverso la registrazione può anche rilevare attività sospette e anomalie.
Cloud
- Gli strumenti di cloud-native security si concentrano su aree chiave come il controllo degli accessi basato sui ruoli, la conformità della sicurezza dei dati agli standard di governance, il monitoring e la incident response. Questi strumenti garantiscono una gestione sicura degli accessi e contribuiscono a mantenere l’integrità degli ambienti cloud.
Le principali sfide per la sicurezza del cloud
Gli ambienti cloud comportano anche sfide di sicurezza:
- La violazione dei dati, una delle sfide più grandi, avviene quando i dati sensibili vengono esposti o rubati a causa di attacchi esterni, configurazioni errate o vulnerabilità del sistema. Ciò comporta la perdita di dati personali e aziendali, danni alla reputazione e multe per la mancata conformità alle politiche del GDPR.
- Riduzione della visibilità e del controllo: Quando le risorse e le operazioni vengono spostate nel cloud, le organizzazioni perdono visibilità e controllo e talvolta non possono eseguire il monitoring e l’analisi delle informazioni su servizi, dati e utenti con i loro strumenti.
- Scarso self-service management: Il provisioning di funzionalità self-service consente di usufruire di servizi aggiuntivi senza l’approvazione dell’IT. L’uso di servizi cloud non autorizzati può portare a un maggior numero di infezioni da malware e ridurre la visibilità e il controllo dell’organizzazione sui propri dati.
- Eliminazione incompleta dei dati: Quando i clienti hanno una visibilità limitata nei sistemi di archiviazione dei dati, le organizzazioni potrebbero non essere in grado di confermare che i loro dati siano stati eliminati in modo sicuro.
Benefici e rischi delle tecnologie cloud-native
Le tecnologie cloud-native sono sempre più adottate grazie ai loro numerosi vantaggi. In questa sezione ne analizzeremo sia i vantaggi che i rischi.
Benefici delle tecnologie cloud-native
Dai costi minimi al miglioramento della collaborazione, le tecnologie cloud-native offrono molteplici vantaggi. Di seguito elenchiamo i principali:
- Costi minimi: Le risorse cloud consentono alle aziende di evitare i costi di acquisto e manutenzione di hardware e software in loco. Allo stesso tempo, le soluzioni cloud hanno una potenza di calcolo illimitata rispetto ai sistemi cloud-hosted e on-premise. Le soluzioni cloud-native non hanno limitazioni in termini di scalabilità, allocazione delle risorse o colli di bottiglia nelle prestazioni, portando alla soluzione più efficiente possibile.
- Maggiore flessibilità: I microservizi nell’infrastruttura cloud possono essere ridimensionati in modo indipendente, consentendo l’aggiornamento di alcuni componenti del programma software senza dover aggiornare l’intera applicazione. Le applicazioni cloud-native offrono un’implementazione flessibile nell’intera rete e sono più facili da sviluppare e iterare.
- Maggiore affidabilità: L’uso di container e applicazioni cloud-native significa che in caso di malfunzionamento di un microservizio, un’applicazione cloud-native può continuare a funzionare con tempi di inattività minimi, grazie a vari meccanismi che si innescano. Questa natura dinamica dimostra la capacità del cloud di avviare automaticamente nuove istanze, ridistribuire i carichi di lavoro utilizzando load balancer e ripristinare i guasti con un intervento umano minimo. Questo processo garantisce tempi di inattività minimi, sostituendo o replicando rapidamente i servizi non funzionanti.
- Scalabilità: Le tecnologie cloud-native utilizzano l’infrastruttura definita dal software per ridurre al minimo la dipendenza dall’hardware, aggiungendo altri servizi di base che consentono una scalabilità orizzontale.
- DevOps collaborativo: Lo sviluppo DevOps, basato sui principi Agile e Lean, è una nuova metodologia in cui gli sviluppatori (dev) e le persone che si occupano di gestire l’infrastruttura IT (operation) lavorano insieme durante tutto il ciclo di vita dello sviluppo. Questa collaborazione assicura che il codice applicativo e le funzionalità del servizio siano strettamente allineati, consentendo uno sviluppo più rapido e aggiornamenti più affidabili. In termini più semplici, DevOps abbatte le barriere tra la scrittura del codice e la distribuzione dei servizi, consentendo ai team di fornire software in modo più efficiente.
- Architettura modulare e microservizi: Lavorare con i microservizi consente aggiornamenti più rapidi e semplificati. È possibile agire sul microservizio per migliorare o correggere una funzione, costruirne una nuova o eliminarla. I microservizi consentono di effettuare aggiornamenti senza dover interrompere l’intera applicazione in produzione.
Vantaggi specifici per il business e gli sviluppatori
Per le aziende e gli sviluppatori, i vantaggi delle tecnologie cloud-native si rivolgono a esigenze aziendali specifiche, in quanto le architetture cloud-native sono costruite per essere facilmente scalabili e gestire carichi di lavoro crescenti, allocando dinamicamente le risorse in base alle esigenze dell’utente.
In altre parole, man mano che il business aziendale cresce e si aggiorna, qualsiasi piattaforma può essere facilmente adattata per gestire volumi crescenti di dati e interazioni con gli utenti.
Allo stesso tempo, gli ecosistemi cloud-native sono costruiti per essere altamente resilienti, in quanto incorporano meccanismi di tolleranza agli incidenti legati alla sicurezza e processi di ripristino automatico. Di conseguenza, i tempi di inattività sono minimi e la continuità delle operazioni continue è garantita.
Rischi di sicurezza negli ambienti cloud-native
Uno dei rischi principali negli ambienti cloud-native è la mancanza di esperienza nella sicurezza del cloud, insieme alle tradizionali politiche aziendali di sicurezza che non considerano il cloud.
Di conseguenza, se lasciate incustodite, le configurazioni errate possono essere facilmente sfruttate come vulnerabilità di sicurezza, ad esempio quando i carichi di lavoro e il traffico del cloud non sono adeguatamente monitorati.
Inoltre, gli utenti possono avere più privilegi di quelli necessari, aumentando i rischi legati alla gestione delle identità e degli accessi per compromettere le credenziali legittime.
Esistono molti metodi per attaccare l’ambiente cloud di un’organizzazione attraverso il cosiddetto shift-left. Lo shift-left rappresenta un rischio significativo per la sicurezza dell’ambiente cloud di un’organizzazione. Questa rapida escalation evidenzia la necessità di solide misure di sicurezza in tutti i punti di ingresso.
Il ruolo di una IDP nella cloud-native security
Una IDP migliora la cloud-native security fornendo strumenti che riducono al minimo le vulnerabilità. I ruoli chiave di una IDP quando si parla di cloud-native security includono:
- Preparare golden path per sviluppo e implementazione sicuri
Una IDP traccia percorsi predefiniti e di sicurezza che guidano gli sviluppatori attraverso i processi di sviluppo e distribuzione, aderendo agli standard di sicurezza stabiliti. Questo approccio aiuta a ridurre al minimo gli errori umani e garantisce un’applicazione coerente delle pratiche di sicurezza. La piattaforma è in genere dotata di strumenti automatizzati per l’analisi statica e dinamica del codice, che garantiscono la conformità alla sicurezza e offrono un feedback in tempo reale. Inoltre, può includere sistemi di monitoring che tengono traccia della sicurezza durante l’intero ciclo di vita, consentendo agli sviluppatori di affrontare tempestivamente le potenziali vulnerabilità e di mantenere un elevato standard di sicurezza, dallo sviluppo alla distribuzione. - Comporre componenti software pre-testati per la sicurezza
Le IDP offrono librerie di componenti software già testati e conformi ai certificati di sicurezza. Gli sviluppatori possono utilizzare questi componenti come mattoncini per costruire le applicazioni, riducendo le minacce di vulnerabilità del codice. Di solito, questi componenti dispongono anche di strumenti di automazione per la gestione delle vulnerabilità, come scanner e analisi del codice, nello sviluppo CI/CD. - Garantire la sicurezza by design
Integrando la sicurezza fin dalle fasi di sviluppo, gli IDP promuovono una cultura in cui la sicurezza è una priorità, al pari dei requisiti funzionali del processo di pianificazione e sviluppo del software. In questo contesto, gli sviluppatori vengono istruiti sulle pratiche di sicurezza e su come utilizzare al meglio le risorse offerte da una IDP. - Strumenti di monitoring, alert, logging e osservabilità integrati nella IDP per migliorare la sicurezza
Le IDP integrano strumenti di monitoring, alert, logging e osservabilità per garantire sicurezza ed efficienza operativa. Semplificando l’accesso alle risorse e automatizzando le attività, le IDP migliorano la produttività degli sviluppatori, mantenendo l’integrità e la sicurezza del sistema. Questo approccio consente di creare prodotti intrinsecamente sicuri, sfidando la visione tradizionale secondo la quale la sicurezza viene considerata solo quando il progetto è concluso.
Strategie di implementazione e il caso di Rönd
Rönd è una soluzione open-source e distribuita per l’applicazione di policy di sicurezza sulle API. Rönd fornisce un solido meccanismo di autorizzazione basato su Attribute-Based Access Control (ABAC) e Role-Based Access Control (RBAC). Ciò consente alle aziende di gestire in modo efficiente le autorizzazioni, i ruoli e i gruppi di utenti per garantire una maggiore sicurezza.
Costruito sulla base di Open Policy Agent e sfruttando il linguaggio Rego, Rönd gestisce la sicurezza implementando i controlli di autorizzazione in un sistema distribuito, utilizzando il pattern Sidecar Container per eliminare i singoli punti di fallimento. Ciò significa che ogni richiesta API in entrata viene controllata da un container sidecar, che assicura che solo le richieste autorizzate raggiungano il microservizio principale.
Con Rönd è possibile definire politiche di sicurezza chiare e centralizzate senza incorporare infiniti controlli nella codebase.
Conclusioni
Integrando una IDP, le organizzazioni possono migliorare significativamente le loro applicazioni cloud-native, promuovere pratiche di sviluppo sicure e ridurre i rischi associati a errori umani e vulnerabilità del software.
Per rendere la tua organizzazione più sicura, scopri come evolvere in una Platform Company.

