La consapevolezza finanziaria come strumento di equità (parlare di soldi per parlare di libertà)


Esistono tabù che, più di altri, frenano il percorso verso una reale inclusione e parità. Uno di questi è il denaro.
Proprio per scardinare questo silenzio, abbiamo ospitato in Mia-Platform, all’interno del nostro progetto di diversity, equity & inclusion (DE&I), un talk dedicato all’educazione e alla consapevolezza finanziaria curato da Federica Baraldi di Rame.
L’incontro ci ha permesso di esplorare un legame spesso sottovalutato: quello tra educazione finanziaria e libertà individuale. Non si è trattato di una lezione tecnica su investimenti o mercati, ma di una riflessione profonda su come la gestione del denaro sia, a tutti gli effetti, una questione di diritti, autonomia e sicurezza.
La consapevolezza finanziaria contro le disuguaglianze
La consapevolezza finanziaria non è solo un tema di competenze individuali, ma un pilastro dell’equità sociale. I dati mondiali mostrano uno scenario preoccupante: il 66% della popolazione non comprende informazioni finanziarie basilari. Questa mancanza di alfabetizzazione non è neutra e alimenta disparità profonde, come dimostrato dalla situazione italiana:
- Il peso del gender gap: in Italia le donne guadagnano in media 6.000 euro in meno all’anno rispetto agli uomini.
- Soffitto di cristallo e contratti: solo il 30,8% delle posizioni manageriali è occupato da donne, e questa percentuale scende drasticamente al 18% se si considerano i soli contratti dirigenziali corretti.
- Radici culturali: la disparità economica ha radici storiche nel nostro paese, dove per decenni il ruolo di accudimento è stato delegato alla donna e quello di mantenimento all’uomo, rendendo il denaro un tema “non adatto” al mondo femminile.
Il denaro come strumento di scelta e potere
Federica Baraldi ha sottolineato che l’unico modo per spezzare questo circolo vizioso è attraverso l’analisi e il controllo finanziario:
“Se non gestiamo attivamente il denaro, il denaro finisce per gestire noi”.
Riprendere il controllo delle proprie finanze significa, prima di tutto, conquistare libertà di scelta.
Conoscere i propri numeri permette di negoziare stipendi adeguati, pianificare il futuro con indipendenza e abbandonare situazioni personali o lavorative sfavorevoli.
Per Rame, la consapevolezza è l’arma principale per scardinare la “povertà di spirito” e l’inadeguatezza che molte donne provano verso i temi economici.
Metodo e strategie: dalla teoria alla pratica
Durante il talk sono stati condivisi strumenti pratici per trasformare il rapporto con il portafoglio:
- La regola del 50-30-20: un punto di partenza per dividere le entrate tra necessità (50%), desideri (30%) e risparmio/investimento (20%).
- Tracciare per conoscersi: monitorare le spese non deve essere una punizione, ma un modo per scoprire abitudini inconsapevoli e ottimizzare le risorse verso ciò che ci rende davvero felici.
- Il risparmio come priorità: l’abitudine di risparmiare ciò che “avanza” a fine mese è spesso fallimentare. La strategia vincente è accantonare la cifra prestabilita all’inizio del mese, appena ricevuto lo stipendio.
- Il fondo di emergenza: per garantire stabilità nel tempo, è fondamentale costituire un fondo liquido pari a 3-6 mesi di stipendio netto, dedicato esclusivamente agli imprevisti reali e non alle spese programmabili.
Conclusioni e approfondimenti
La consapevolezza finanziaria è un tassello fondamentale del nostro impegno DE&I in Mia-Platform, perché non può esserci vera inclusione senza autonomia economica.
Se vuoi approfondire gli altri temi trattati nel nostro programma, ti invitiamo a leggere sul blog gli altri interventi del progetto, dove affrontiamo temi come la neurodivergenza, la disabilità e la body positivity.
Per continuare il tuo percorso di consapevolezza finanziaria:
- Scopri il progetto Rame: visita il sito rameplatform.com per esplorare i loro percorsi e la missione di rompere il tabù dei soldi.
- Consigli di lettura e ascolto:
- “Ho scritto questo libro invece di divorziare” di Annalisa Monfreda.
- Il podcast di Rame per ascoltare storie reali di “nudismo finanziario”.