Dalla cultura della dieta all’accettazione del corpo: la nostra strada verso una vera inclusione



In un’epoca in cui la Diversity, Equity & Inclusion (DE&I) non è più un’opzione ma un imperativo etico e strategico, le aziende si impegnano per creare ambienti in cui ogni persona possa sentirsi accettata e valorizzata. In Mia-Platform crediamo fermamente nella promozione di una cultura aziendale che valorizzi la diversità, l’equità e l’inclusione, elementi essenziali per il benessere delle persone e per lo sviluppo di una società migliore.
Il nostro impegno in questo senso si allinea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e si concretizza nell’implementazione di politiche interne volte a garantire pari opportunità a tutti i dipendenti, in aree come l’assunzione, la retribuzione, la promozione, la formazione e lo sviluppo. Un pilastro fondamentale del nostro approccio è l’attenzione all’equilibrio tra vita professionale e vita privata.
Per approfondire e diffondere la cultura DE&I, dal 2024 abbiamo strutturato un programma annuale di talk e sessioni formative. Nella prima edizione abbiamo affrontato temi come il potere dei dati per il cambiamento sociale, l’identità professionale e il linguaggio inclusivo, l’Hip Hop come strumento educativo negli istituti penitenziari minorili e le sfide dei giovani adulti nel mondo di oggi.
Quest’anno, con l’edizione 2025, abbiamo voluto fare un passo in più, aprendo il nostro programma “Diversity, Equity & Inclusion” a familiari e amici, sia in presenza che online, con l’obiettivo di estendere la consapevolezza di questi temi anche al di fuori del nostro contesto lavorativo. Per questa seconda edizione del programma, i temi sono stati scelti e votati direttamente dalle persone tramite un sondaggio interno.
Il primo appuntamento dell’anno ha visto ospite la dietista Veronica Bignetti, specializzata in approcci non restrittivi, in disturbi alimentari e in Intuitive Eating, che ha tenuto un talk su body positivity, grassofobia e salute. L’evento è stato il punto di partenza di un percorso di consapevolezza di respiro più profondo che abbiamo deciso di condividere con un pubblico più ampio attraverso il nostro blog.
La “Cultura della Dieta”: un costrutto sociale dannoso
La nostra società è profondamente influenzata da quella che la speaker Veronica Bignetti ha definito “cultura della dieta”, un sistema di convinzioni che esalta la magrezza e collega la salute, la virtù e il successo a un corpo snello. Un sondaggio condotto durante il talk ha rivelato che la maggior parte delle persone tende a credere che la salute dipenda quasi esclusivamente dallo stile di vita e dalla forza di volontà individuale.
Tuttavia, come ha sottolineato Veronica Bignetti, la scienza offre una prospettiva diversa. I comportamenti individuali contribuiscono alla nostra salute solo per circa il 36%, mentre fattori esterni indipendenti dalle nostre scelte, come la genetica, l’ambiente, il contesto socio-economico e la qualità dell’assistenza sanitaria, influenzano per più del 60%.
Ignorare questi fattori e imporre diete restrittive come unica soluzione porta a conseguenze negative. È stato dimostrato scientificamente che il 95% delle diete fallisce nel tempo, non per mancanza di forza di volontà, ma perché il corpo è programmato per resistere alla fame e recuperare il peso perso, innescando un “effetto yo-yo” che danneggia il metabolismo e la salute a lungo termine. La “cultura della dieta”, alimentando sensi di colpa e frustrazione, compromette la salute e può favorire lo sviluppo di disturbi alimentari.
Le barriere sistematiche della grassofobia
La grassofobia non è un semplice “disgusto” per i corpi grassi, ma un pregiudizio di origine sociale che si manifesta in una discriminazione strutturale e sistemica con effetti tangibili che vanno ben oltre l’estetica.
- Nel mondo del lavoro: le persone con corpi grassi possono essere percepite come meno competenti, motivate o professionali, compromettendo le loro opportunità di carriera e di retribuzione equa.
- Nell’accesso agli spazi: l’infrastruttura di uffici, mezzi di trasporto e spazi pubblici è spesso progettata per una corporatura standardizzata. Sedute strette, tornelli e persino l’assenza di attrezzature mediche di dimensioni adeguate sono ostacoli quotidiani che limitano la libertà di movimento e di cura.
- Nella sanità: il pregiudizio nel settore medico è uno degli aspetti più critici. Il personale sanitario, spesso basato su protocolli obsoleti, tende a ricondurre qualsiasi sintomo al peso del paziente, ritardando o negando una diagnosi approfondita con conseguenze potenzialmente fatali.
Questa discriminazione, unita a manifestazioni più sottili come il “pietismo”, rende l’accesso alle cure un’esperienza dolorosa e demoralizzante.
Dalla “Body Positive” alla “Fat Liberation”: un percorso verso l’emancipazione
Come risposta a questa discriminazione, sono nati movimenti di emancipazione. È importante distinguere il movimento Body Positive, che è stato spesso cooptato dal marketing per promuovere un’accettazione “entro i confini” di un corpo magro ma con delle curve, dalla storica Fat Liberation.
Nato negli Stati Uniti negli anni ’60, l’obiettivo della Fat Liberation non è semplicemente celebrare i corpi, ma rivendicare diritti e uguaglianza politica per le persone grasse. Questo movimento ha ispirato l’approccio dell’Intuitive Eating, un modello alimentare non basato su regole, ma sull’ascolto consapevole dei segnali di fame e sazietà, e sul riconoscimento della funzione sociale, emotiva e di piacere del cibo. La filosofia alla base è chiara: la salute non è un obbligo morale legato a un numero sulla bilancia, ma al benessere psicofisico della persona.
Un’Agenda strategica per l’inclusione
Per un’organizzazione che pone l’inclusione al centro dei propri valori, ignorare la grassofobia non è un’opzione. Integrare questa battaglia nella strategia DE&I significa agire concretamente:
- Formazione e decostruzione dei pregiudizi: offrire sessioni di formazione per riconoscere i pregiudizi inconsci. I commenti informali sul cibo o sul corpo, il cosiddetto “diet talk”, devono essere riconosciuti come microaggressioni e attivamente scoraggiati.
- Accessibilità e comfort: rivedere l’accessibilità degli spazi fisici per garantire un ambiente di lavoro confortevole per tutti.
- Programmi di benessere olistico: abbandonare metriche incentrate sul peso e adottare una visione più ampia della salute che promuova il movimento per il piacere e un rapporto sano con il cibo, libero da giudizi.
- Linguaggio inclusivo: sostituire il linguaggio giudicante e stigmatizzante con un vocabolario neutro e rispettoso è fondamentale per costruire una cultura di fiducia.
La lotta alla grassofobia ci spinge a guardare all’inclusione non come a una serie di caselle da spuntare, ma come a un impegno costante per creare una cultura in cui ogni persona si senta libera da giudizi, rispettata e legittimata a essere sé stessa. È un impegno collettivo per costruire un contesto di benessere e sicurezza.
Questo talk sulla bodypositity è solo il primo di una serie di appuntamenti che Mia-Platform sta portando avanti nel 2025 per il suo programma di Diversity, Equity & Inclusion. Nei prossimi mesi, continueremo a esplorare temi fondamentali come la disabilità, l’educazione finanziaria e le neurodivergenze. Vi invitiamo a seguirci per scoprire insieme a noi nuovi punti di vista e a consultare la pagina dedicata alla sostenibilità di Mia-Platform per avere maggiori informazioni sul nostro approccio e sui nostri valori.
Approfondire il tema: consigli di lettura di Veronica Bignetti
Per chi volesse approfondire i temi trattati in questo articolo e nel talk di Veronica Bignetti, ecco alcuni titoli consigliati, suddivisi per categorie:
Approccio Inclusivo al Peso (HAES) e Cultura della Dieta:
- “Health at Every Size” di Linda Bacon: Un testo fondamentale che smantella i miti sulla correlazione tra peso e salute, dimostrando come il benessere sia possibile a ogni dimensione corporea. Introduce il modello HAES come alternativa alla “cultura della dieta”.
- “Basta diete!” di Veronica Bignetti: L’autrice invita a liberarsi dalla schiavitù delle diete e a riconsiderare il rapporto con il corpo e il cibo. Questo libro propone un’alternativa che promuove un’alimentazione consapevole e il rispetto per il proprio corpo.
Approcci Anti-Dieta:
- “The F*ck It Diet” di Caroline Dooner: Un approccio rivoluzionario che invita a liberarsi dalla “cultura della dieta” e a ristabilire un rapporto naturale e senza sensi di colpa con il cibo. Il libro esplora come l’ossessione per il peso e le diete influenzi la salute mentale e fisica, proponendo una via d’uscita attraverso l’
Intuitive Eating. - “Food isn’t Medicine” di Joshua Wolrich: Questo libro smonta i miti della nutrizione moralizzata, spiegando perché il cibo non è una cura universale e perché la salute non può essere ridotta a ciò che mangiamo. L’approccio basato sull’evidenza scientifica sfida la disinformazione sul cibo e promuove un rapporto più sano e libero con l’alimentazione.
Grassofobia e Studi Intersezionali:
- “What We Don’t Talk About When We Talk About Fat” di Aubrey Gordon: Un saggio personale e politico sulla discriminazione sistemica contro le persone grasse e sugli effetti della grassofobia nella società.
- “Fearing the Black Body” di Sabrina Strings: Uno studio storico e socioculturale che mostra come la grassofobia abbia radici nel razzismo e nella supremazia bianca, piuttosto che in reali preoccupazioni mediche.
- “Grass*” di Elisa Manici: Attraverso un approccio intersezionale, questo libro raccoglie testimonianze e riflessioni sulla grassofobia e la discriminazione, esplorando come il peso influenzi le esperienze di vita intrecciandosi con il genere, la classe e l’orientamento sessuale.
Maternità, Fertilità e Grassofobia:
- “Fat and Fertile” di Nicola Salmon: Un libro che unisce esperienza personale, ricerca e consigli per accompagnare le persone con corpi grandi nel loro percorso verso la gravidanza, senza diete, pressioni o stigma.
- “Plus Size Pregnancy” di Dr. Sara Wickham: Questo libro esplora ciò che le prove scientifiche dicono realmente sul BMI più elevato e la nascita.
Per piccoli umani:
- “Così come sono” di Dalila Bagnuli: Un libro per bambini che aiuta a far comprendere che ognuno è speciale e perfetto così com’è, indipendentemente dall’aspetto fisico.
- “Orecchie di farfalla” di Luisa Aguilar: Una storia che insegna ad accettare le proprie unicità e a trasformare ciò che si considera un difetto in un punto di forza
Per ulteriori approfondimenti e risorse, è possibile consultare il sito web della dietista Veronica Bignetti e i suoi canali social.
Fonti
- STUNKARD A, McLAREN-HUME M. The results of treatment for obesity: a review of the literature and report of a series. AMA Arch Intern Med. 1959 Jan;103(1):79-85. doi: 10.1001/archinte.1959.00270010085011. PMID: 13605305.
- Methods for voluntary weight loss and control. NIH Technology Assessment Conference Panel. Ann Intern Med. 1992 Jun 1;116(11):942-9. doi: 10.7326/0003-4819-116-11-942. PMID: 1580453.
- Mann T, Tomiyama AJ, Westling E, Lew AM, Samuels B, Chatman J. Medicare’s search for effective obesity treatments: diets are not the answer. Am Psychol. 2007 Apr;62(3):220-33. doi: 10.1037/0003-066X.62.3.220. PMID: 17469900.
