Platmosphere 2025: Unleash The Invisible

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30 Maggio 2025

Si è appena concluso Platmosphere 2025, la seconda edizione dell’evento in presenza dedicato a tutti gli appassionati di platform engineering.

Con 450 partecipanti, 25 Paesi rappresentati, 40 relatori internazionali e 150 aziende coinvolte, il convegno organizzato da Mia-Platform si è confermato come evento di punta nel settore.

La tagline che ha accompagnato questa edizione è “Unleash the Invisible”. Vi starete chiedendo se l’intelligenza artificiale abbia avuto un peso specifico in questa misteriosa scelta di parole: beh, la risposta è sì.

L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata dalla presenza ingombrante – ma convincente – dell’intelligenza artificiale come argomento di spicco nella maggior parte dei talk, e non può sorprenderci data questa nuova era dell’Illuminismo che pervade il dibattito attuale sulle developer platform, portata avanti dall’AI: una compagna affidabile per alimentare l’intuizione umana, piuttosto che sostituirla.

Ma a parte i discorsi sul platform engineering e sull’intelligenza artificiale in senso stretto, ciò che ha davvero reso speciale la giornata è stato il raduno di appassionati di tecnologia desiderosi di imparare, condividere le proprie idee e mettere in pratica tutti quei discorsi per innovare e dare forma a un futuro migliore.

Riavvolgiamo il nastro e riviviamo gli highlights della giornata.

 

Dove eravamo rimasti

Durante l’edizione 2024 di Platmosphere, i partecipanti hanno avuto la possibilità di entrare in contatto con l’idea di developer platform promossa da Mia-Platform, ovvero un hub unico per centralizzare e standardizzare Platform Engineering, Data Fabric e Composability:

 

  • Platform Engineering: la parte più infrastrutturale del ciclo di vita del software, che fornisce una piattaforma di sviluppo self-service con strumenti e servizi facilmente accessibili per tutta la fabbrica IT.
  • Data Fabric: l’enorme mole di dati, connessi in modo fluido a sistemi esterni e sbloccati così da diventare oggetti performanti che garantiscono continuità e agilità aziendale.
  • Composability: la possibilità di applicare la logica di business a servizi specifici a piacimento e/o riutilizzare le risorse software già disponibili, creando così un circolo virtuoso tra la composizione di nuovi servizi e il riutilizzo di quelli esistenti.

 

A Single Platform Application Composability Data Fabric Platform Engineering

 

In questa cornice, il software rappresenta un tassello enorme, ma al contempo quasi invisibile, che purtroppo è soggetto a diventare enormemente stratificato e complesso.

 

Platmosphere 2025: AI tra Evoluzione e Rivoluzione

I modelli di intelligenza artificiale emergenti promettono scenari senza precedenti e con molte conseguenze.

 

Federico Francesco The Rise of AI

 

Francesco Soncini Sessa, co-fondatore, CFO e Head of Strategic Alliances di Mia-Platform, l’ha posta in questo modo:

 

“L’intelligenza artificiale è probabilmente un attore chiave nell’evoluzione del software. Si tratta di un fenomeno culturale pervasivo che promette di alleggerire il carico cognitivo degli sviluppatori con una velocità senza pari e risultati personalizzati […] L’intelligenza artificiale può districare i nodi del software e contribuire alla modernizzazione.”

 

Ma l’AI ha davvero le carte in regola per diventare la chiave di volta nella distribuzione del software? Beh, sì… se si agisce con cautela. 

In effetti, le implicazioni dell’AI sono molteplici. La sua integrazione nello sviluppo software comporta vantaggi e problematiche, sfide e opportunità (sì, il chiasmo è voluto!).

Da un lato, la democratizzazione dei ruoli nella piattaforma, un’esperienza di sviluppo altamente efficiente e semplificata, una drastica riduzione dei costi e una notevole accelerazione del time-to-market. Dall’altro, potenziali allucinazioni e nuovi interrogativi sull’utilizzo dei dati e su temi come privacy, sicurezza, proprietà intellettuale e impatto ambientale.

Quindi, qual è la chiave? Dovremmo ignorare il processo evolutivo e rivoluzionario dell’intelligenza artificiale e il suo impatto sulla distribuzione del software moderno? Assolutamente no. Ma abbiamo bisogno di precauzioni, ovvero una governance migliore, barriere di sicurezza e asset di dati pronti per l’AI.

Ma ciò di cui abbiamo più bisogno è una piattaforma che sia dotata di una solida base di conoscenza su tutti i suoi livelli: in poche parole, abbiamo bisogno di contesto.

Federico Soncini Sessa, co-fondatore e COO di Mia-Platform, ha affermato:

 

“Il valore dell’AI è esploso quando è stata sfruttata per uno scopo preciso, all’interno di un contesto perfettamente definito e su misura […] Il funzionamento dell’AI va perfezionato per servire le persone nella nostra azienda […] Piuttosto che modelli di AI generici, dobbiamo configurare agenti e sistemi intelligenti con la capacità di percepire l’ambiente contestuale: dati, API, eventi […] Solo in questo modo possiamo catturare il vero valore dell’AI.”

 

AI Agentic Layer

 

Eccoci qui. Qual è, dunque, il punto di forza di una Developer Platform Foundation potenziata dall’intelligenza artificiale? 

In pratica, fornisce un catalogo completo e centralizzato contenente informazioni su tutto il software aziendale, la semantica dei dati, i dati come prodotto, le API e gli eventi. In altre parole, è un gemello digitale di uno specifico ambiente IT.

Il catalogo diventa l’elemento mancante per centralizzare le configurazioni, definire gli obiettivi e impostare le giuste barriere. Diventa il contesto necessario. In un unico luogo, l’azienda può configurare guardrail, strumenti e dati sia per lo sviluppo manuale che assistito.

In questo modo, l’architettura è evolutiva, governata e pronta per l’intelligenza artificiale. Questa è la rivoluzione promessa delle piattaforme potenziate con AI.

Per farla breve: un singolo framework architetturale che già di per sé offre un’esperienza di sviluppo intuitiva con componenti pronti all’uso diventa ancora più intelligente con assistenti e agenti AI che sfruttano il contesto della piattaforma per semplificare ogni singola fase del ciclo di vita dello sviluppo e democratizzare la piattaforma stessa, così che tutte le figure professionali all’interno dell’azienda possano trarre vantaggio dal suo utilizzo.

 

Un caso d’uso: l’e-commerce di libri antichi

Il keynote di apertura è proseguito con una brillante demo eseguita da Giulio Roggero, co-fondatore e CTO di Mia-Platform.

Giulio ha offerto al pubblico un assaggio degli ultimi traguardi di Mia-Platform con un caso d’uso molto interessante: la costruzione di agenti AI che rivestono diversi ruoli e che sono in grado di leggere e analizzare i requisiti di sistema per uno scopo specifico, un’applicazione cloud-native. In questo caso, un e-commerce per libri antichi.

 

SDLC Compressed Use Case

 

Durante l’intero ciclo di vita dello sviluppo del software (SDLC), gli agenti hanno sfruttato tutti gli elementi disponibili all’interno dell’ecosistema della piattaforma, ovvero i cataloghi software e dati, che fungono da contesto.

 

Giulio Demo

 

Che siate un Project Manager con un background non tecnico o un Software Engineer specializzato, è possibile interagire con la piattaforma a più livelli. La piattaforma consente l’orchestrazione di diversi agenti AI per accelerare il ciclo di vita del prodotto, stimolando l’innovazione, riducendo i costi e industrializzando il prodotto su larga scala.

Preferite un approccio interattivo e incentrato sull’AI? Niente di più semplice. Siete più a vostro agio con il codice? La scelta è vostra.

Ciò che serve sapere è che la piattaforma è il vostro alleato definitivo. Uno strumento omnicomprensivo per centralizzare il platform engineering, i dati e la componibilità delle applicazioni. È la sola fonte di verità e di contesto per alimentare gli agenti AI e permettere la loro orchestrazione in tutta la fabbrica IT.

 

Virtuous Cycle SDLC

 

Di conseguenza, il ciclo di vita del software è semplificato e compresso in sole due fasi: Design & Experiment, che è la fase di prototipazione in questo caso d’uso, e Engineer & Scale, in cui il team IT rilascia il prodotto finale e lo monitora.  

 

Riflessioni e osservazioni degli MC

L’evento è stato caratterizzato da un’intera giornata di storie e approfondimenti sul platform engineering e sull’intelligenza artificiale da parte della comunità di appassionati di piattaforme e leader dell’industria IT.

Questa edizione ha presentato un programma estremamente diversificato, spaziando dal platform engineering per incrementare la crescita del vostro business alle esperienze dirette di leader del settore, fino a workshop tecnologici e dimostrazioni pratiche per i partecipanti.

Platform Business. Platform Stories. Platform Tech. Platform Labs.

Tantissime tracce, e ognuno ha avuto voce in capitolo. Tutti si sono sentiti davvero coinvolti in questa nuova ricerca di conoscenza. Infine, ma non meno importante, tutti si sono divertiti tantissimo!

Concludiamo questa storia con le osservazioni e le riflessioni dei Masters of Ceremony dell’evento.

 

MCs Masters of Ceremony

 

Lian Li

Lian Li, Cloud Native Human e co-presidente di CNCF TAG App Delivery, si è divertita ascoltando storie sulle recenti interazioni tra il mondo del Platform Engineering e l’AI:

 

“È stato molto interessante comprendere che oggi la visione aziendale si concentra molto di più sulla progettazione dello sviluppo delle applicazioni, non solo sulla loro distribuzione e gestione, soprattutto perché l’intelligenza artificiale sembra essere inevitabile […] Sono molto affascinata da come l’idea di piattaforma interagisca con l’intero ciclo di vita del software, il che implica anche un passaggio di filosofia dalla creazione di servizi che compongono una piattaforma alla concezione della piattaforma nel suo complesso, concentrandosi poi sui servizi necessari. […] Utilizzare l’intelligenza artificiale per progettare un’applicazione non significa che funzionerà perfettamente in produzione. Credo che questo sia un punto molto importante da considerare.”

 

È rimasta stupita poi dalle ultime tendenze del settore:

 

“Porterò a casa anche due parole e farò qualche ricerca perché, sinceramente, non ne avevo mai sentito parlare prima: Vibe Coding (non sapevo cosa fosse) e Model Context Protocol.” 

 

Jennifer Riggins

Jennifer Riggins, giornalista tech e narratrice, è rimasta colpita dalla capacità di Mia-Platform di organizzare un evento così green:

 

“Oggi abbiamo avuto la prova che è possibile organizzare un evento a zero emissioni nette. Dovrebbe essere la norma, e spero che il team di Mia pubblicherà un articolo su come anche altri eventi possano raggiungere lo stesso obiettivo. Gli eventi tecnologici sono paragonabili al cloud per inquinamento tecnologico, ma non questo. Quindi, congratulazioni, Mia!”

 

Ha apprezzato tutti gli interventi all’interno della sua business track, ma uno in particolare ha catturato la sua attenzione:

 

“Il mio intervento preferito nella mia business track è stato quello di Susanna [Susanna Pavanelli, IT business partner presso GVM Care & Research] perché trovo entusiasmante vedere l’uso combinato della piattaforma e dell’intelligenza artificiale per portare benefici tangibili all’essere umano. Cosa c’è di meglio che applicare l’intelligenza artificiale all’assistenza sanitaria non solo per individuare i pattern delle malattie, ma anche per capire come apportare maggiori benefici al paziente? La piattaforma può consentire di offrire dati più trasparenti e aperti, che a sua volta potenziano la stessa base di utenti. Penso che sia fantastico.”

 

William Rizzo

William Rizzo, CNCF Ambassador e Consulting Architect di Mirantis, ha apprezzato l’empatia cha circondato tutte le storie:

 

“Ciò che ho visto è stato un fattore costante, e mi è piaciuto molto. Prima come Lead Architect e poi come Strategy Leader, che offre consulenza agli architetti nella creazione di piattaforme, ho visto proprio ciò che sto cercando di raggiungere con i miei clienti, con i miei colleghi e con i miei pari. Sviluppare o costruire qualcosa partendo dall’utente finale. Questo è ciò che ho visto nella mia business track.”

 

Ha poi continuato così:

 

“Un tema ricorrente, una vera e propria motivazione di vita. Costruire con empatia per gli utenti finali, per gli sviluppatori, cercando di capire di cosa hanno bisogno, utilizzando anche agenti AI che siano sistemi architetturali costruiti attorno al contesto e concepiti per essere utilizzati nello stesso modo in cui gli utenti interagirebbero con i dati. Quindi, penso che, per quanto riguarda il platform engineering, quando diciamo che lavoriamo attorno agli sviluppatori stiamo dicendo la verità. […] Mettiamo insieme tutte queste persone affinché si capiscano meglio a vicenda.”

 

Nicola Campagna

Nicola Campagna, Product R&D Manager di Mia-Platform, si è trovato d’accordo con William e ha voluto aggiungere alcuni spunti di riflessione sull’ascesa dell’AI:

 

“Sì, sono d’accordo con William, quindi abbiamo visto cose simili. Inoltre, l’AI è qui. L’AI sta aiutando gli sviluppatori e credo che quasi tutti gli interventi della nostra track di oggi abbiano condiviso un tema comune: l’AI sta migliorando l’esperienza degli sviluppatori. Beh, questa era la chiave. Perché, nel complesso, il compito del platform engineering è di costruire una piattaforma che aiuti davvero gli sviluppatori e riduca il loro carico cognitivo. Credo proprio che l’AI sia un valido alleato in questo senso.”

 

Mich Murabito

Mich Murabito, CNCF Ambassador e Developer Advocate di Mia-Platform, ha apprezzato tutte le conversazioni avute con i partecipanti:

 

“Ho trascorso buona parte della giornata al Platform Experience Hub. Abbiamo parlato di tecnologia, platform engineering e, naturalmente, di intelligenza artificiale. Ma credo che l’aspetto più importante della giornata sia stato incontrare la community e scambiare idee. Abbiamo fatto qualche esercitazione, sperimentato nuove soluzioni, discusso di sfide e innovazioni tecnologiche, e abbiamo ricevuto moltissimi feedback. Abbiamo anche parlato a lungo del programma Mia-Platform Expert. […] Voglio ringraziare sentitamente il team di Solution Architect e il team di Developer Relations. È stato pazzesco!”

 

Uno sviluppo migliore per un futuro migliore

Il Platmosphere 2025 si è concluso e ci ha restituito spunti utili sulle ultime tendenze del settore, oltre a solide certezze.

Componibilità, agenti AI, FinTech aumentata, software sanitario basato sull’intelligenza artificiale (SaMD), mobilità intelligente, DevSecOps integrato e sviluppo software sostenibile.

Ci sono stati numerosi interventi su temi tecnici e altrettante storie aziendali di successo, ma alla fine della giornata torniamo a casa con qualcosa di ancor più prezioso. 

Torniamo a casa con la speranza, anzi, con la consapevolezza che tutto questo non sia fine a se stesso, ma miri a un discorso più ampio: noi, in quanto esseri umani, stiamo facendo del nostro meglio per plasmare una società migliore, un mondo migliore, un futuro migliore

Perché lo sviluppo non riguarda solo il codice, ma anche la nostra crescita come individui e ciò che apportiamo attivamente all’interno di un gruppo più ampio di persone per raggiungere obiettivi condivisi.

Le piattaforme componibili potenziate con AI possono effettivamente guidarci attraverso questo processo di consapevolezza, consentendoci infine di svelare l’invisibile.

 

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Ah, e non dimenticate di segnare la data per Platmosphere 2026: la terza edizione si terrà il 19 maggio. Noi non vediamo l’ora di rivedervi, e voi? A presto!

 

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